Testimonianze

I nostri ragazzi raccontano le loro esperienze di stage

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[su_spoiler title=”Simone Magliano: Brevetto Torino Nuoto” style=”fancy” open=”yes”]

Simone, tanto impegno! Ora vuole fare l’istruttore

Simone è un assistente bagnanti. L’anno scorso ha deciso di prendere il brevetto presso la Federazione Italiana Nuoto. Premetto che Simone nuota fin da bambino, non aveva ancora un anno quando ha messo piede alla Torino Nuoto e il nuoto è diventato la sua passione, il suo sfogo, con cui ha affrontato egregiamente tutte le prove che la vita non gli ha risparmiato. A settembre ha preso contatti con la Federazione e ha superato l’esame pratico di ammissione, richiesto a tutti i candidati, che consiste in tuffi, nuotate in superficie e in apnea, recupero o trasporto di un oggetto, buon galleggiamento in posizione verticale. Ha frequentato le lezioni teoriche, studiando con precisione ‘certosina’ e quelle pratiche, intensificando i suoi allenamenti in piscina e lavorando sui suoi ‘punti deboli’, consapevole del fatto che avrebbe dovuto metterci il doppio se non il triplo dell’impegno. Al termine del corso, della durata di circa tre mesi, ha affrontato l’esame teorico e pratico con successo ed ora è pronto per un nuovo obiettivo: affiancare come tirocinante i tecnici della piscina per mettere in pratica ciò che ha imparato e studiare per diventare un istruttore di nuoto.

Laura Pogliano (team Torino Nuoto)

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[su_spoiler title=”Francesco Basile: Stage al M**Bun” style=”fancy”]

Immagina… puoi!

Immagina… Una mattina come tante, la sveglia che suona e un diciassettenne che si fionda giù dal letto perché “deve andare al lavoro”. In realtà non è un vero e proprio lavoro, è uno stage, di quelli che fanno gli studenti di terza superiore dell’Alberghiero “saltando” un mese di scuola sui banchi. Sono tutti entusiasti quei ragazzi, e anche Francesco lo è, come i suoi amici e compagni. Immagina…Bene, il nostro ragazzo si alza, si fa con cura la barba, si lava, fa un’abbondante colazione (durante il servizio non si mangia!), si veste ed esce, va a prendere il pullman per arrivare puntuale all’hamburgheria.

In genere è puntualissimo e attende con i colleghi, tutti giovani e gioviali, l’apertura del locale. Si entra, ci si mette in “divisa” e si parte! Francesco segue le indicazioni date e sistema le sedie, i tovaglioli, i menù, aiuta nell’allestimento del locale affinchè sia pronto per l’apertura al pubblico a mezzogiorno, quando partiranno le ordinazioni di hamburgher, patatine, polpettine, dolcetti e caffè, pusacaffè e così via… A quel punto, Francesco ritira i cicalini, allunga i vassoi ai clienti, augura loro un entusiastico “Buon Appetito!” e si posiziona nella zona caffetteria dove si dedica a caffè e cappuccini.

Immagina… Al termine del servizio si risistema “in borghese”, viene salutato e saluta calorosamente i colleghi e si avvia a ritornare prendendo il pullman; qualche fermata e poi a casa, a pranzare. Lo stage sta finendo, Francesco lo sa e sente un po’ di nostalgia al pensiero di lasciare lavoro e colleghi che tanto gli hanno insegnato sulla ristorazione, sulla sala-bar, sul rapporto con i clienti e sullo stare insieme; presto ritroverà i compagni di classe e poi… tra qualche giorno andrà alla festa aziendale insieme ai suoi “colleghi di lavoro”(!).

Francesco ha svolto lo stage con passione, entusiasmo, qualche difficoltà e tante soddisfazioni, come tanti ragazzi della sua età… Ah già, volevamo dirvi che Francesco è un ragazzo con la sindrome di Down. Immagina… puoi! diceva una pubblicità. E Francesco può immaginare e vivere le cose e i rapporti con le persone nel mondo, da grande, come tutti.

Grazie ai proprietari del “M**Bun” di Rivoli e a tutti i “colleghi” di Francesco per la disponibilità, l’accoglienza, i sorrisi (e gli abbracci). Grazie a Silvia G, Silvia C., Francesco e Cristina dell’AIR Down per aver trovato il luogo dello stage e per la fiducia riposta in Francesco. Grazie al Preside e ai docenti dell'”IIS N.Bobbio” di Carignano, in particolare i professori Alligri e Chiaberge, per la loro presenza. Grazie agli educatori del Cisa di Rivoli per il loro sostegno. A volte i ringraziamenti sembrano un atto dovuto; credete, non è così per noi: abbiamo proprio il bisogno di ringraziare tutte le persone che hanno costruito insieme questa esperienza di vita vera per Francesco e per noi suoi genitori, perché fa intuire un futuro “possibile” e dignitoso.

Ancora GRAZIE!

Cristina e Alberto

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[su_spoiler title=”Fabio Cicchelli: Un’esperienza di stage al River Side” style=”fancy”]

Sono Fabio, un ragazzo di 21 anni. Durante il mese di luglio ho svolto uno stage al River Side, un centro sportivo di Torino. Il mio orario era dalle 8,00 del mattino fino alle 12,00. Quando arrivavo al centro sportivo dopo aver salutato Anna e Alessandro, i due baristi, e Sara, l’animatrice dell’Estate Ragazzi, andavo con Gaetano, il manutentore del centro sportivo, a pulire gli spogliatoi. Il mio incarico era quello di passare l’aspirapolvere e lavare i pavimenti e pulire sanitari e specchi. Poi facevo il giro del circolo per svuotare i cestini dell’immondizia. Nella area ristoro mi occupavo di: allineare i tavoli, pulire le sedie, passare lo straccio sui tavoli, aprire gli ombrelloni e mettere i portatovaglioli e il posacenere sui tavoli. Qualche volta ho aiutato Gaetano a mettere a posto le piante del circolo. Al River Side mi sono trovato bene, perché ho conosciuto delle persone che mi hanno permesso di far vedere quello che so fare e di imparare tante cose nuove!

Fabio Cicchelli

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[su_spoiler title=”Andrea Appendino: Volontariato al Banco Alimentare” style=”fancy”]

Banco alimentare di Moncalieri: un’opportunità di volontariato

Nel mese di settembre ho fatto un servizio di volontariato al banco alimentare di Moncalieri. I primi due giorni un volontario dell’A.I.R. Down mi ha seguito nell’attività e presentato alle altre persone che lavorano al banco, che sono tutti volontari. Per andare al banco ho usato la mia bici quando il tempo era bello, invece ho preso il pullman quando pioveva. Il mio impegno è stato dal lunedì al giovedì dalle 9:00 alle 11:30. Al mattino arrivavo puntuale, in tempo per indossare la tuta e le scarpe antinfortunistiche. All’inizio ero un po’ preoccupato e agitato perché erano tutte cose nuove da fare, ma i miei colleghi mi spiegavano come farle. Mi hanno insegnato a dividere i prodotti nelle scatole, a controllare le date di scadenza, e a portare gli scatoloni negli scaffali usando il transpallet. Facevamo anche delle pause, loro mi offrivano il caffè, e poi chiacchieravamo tutti insieme. L’ultimo giorno di stage ho portato delle bibite e dei salatini per festeggiare insieme. Questo lavoro mi è piaciuto tanto e mi sono trovato bene con i miei colleghi, è stata una esperienza bellissima che sarà utile per il mio futuro e magari mi aiuterà a trovare un lavoro.

Andrea Appendino

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[su_spoiler title=”Fabio Cicchelli: Volontariato in Libreria” style=”fancy”]

Un’esperienza di volontariato alla libreria “Il Cammello” di Nichelino

Io sto facendo volontariato nella libreria “Il cammello” di Nichelino con Giuseppe, Giulia e Gisella. In libreria mi occupo di libri usati; questi libri vengono regalati dalle persone che frequentano la libreria. Io li prendo, li catalogo inserendo i dati del computer, li posiziono sugli scaffali e li divido per genere, ad esempio narrativa italiana o narrativa straniera. Ho iniziato verso fine settembre e vado il lunedì e il giovedì, dalle ore 16.00 alle ore 19.30. Con Gisella devo pulire bene questi libri usando un panno umido e controllare che dentro il libro non sia rovinato perché se lo è non si può vendere.La libreria è grande e mi piace lavorarci: sento il profumo dei libri e con i colleghi mi trovo molto bene, per questo vorrei continuare.

Fabio Cicchelli

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[su_spoiler title=”Alberto D’Ambrosio: Stage da Eataly” style=”fancy”]

EATALY: un’opportunità concreta di lavoro

Nella speranza di trovare un lavoro, verso la fine di aprile ho cominciato un tirocinio da EATALY.

Arrivato sul posto di lavoro mi hanno presentato tante persone che lavorano li, mi hanno fatto vedere i reparti dove sarei andato a fare le pause pranzo, gli spogliatoi e poi mi hanno scattato una foto per il badge. Subito dopo mi hanno detto che avrei lavorato al bar con la mansione di addetto ai tavoli, che avrei pulito gli scaffali e messo le tazzine nella lavastoviglie. Prima di cominciare il tirocinio ero molto emozionato però adesso devo dire che mi sto trovando bene e che sto imparando un sacco di cose nuove. Agli inizi prima di fare le cose chiedevo sempre, ma è bastato osservare i miei colleghi per imparare a fare le cose con la maggior autonomia possibile e adesso posso dire che mi sono abituato. I miei colleghi si chiamano Stefania, Valentina, Germana, Gloria e con loro ci vado d’accordo. Spero di avere un lavoro fisso che mi permetta di avere uno stipendio per pensare di andare a vivere da solo e fare una vita più autonoma possibile, ma ovviamente devo ancora lavorarci.

Alberto D’Ambrosio

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