Immagina…Puoi!

IMMAGINA …PUOI!

Lettera di una mamma e di un papà.

Estratto dalla pagina de “Il Mercoledì – Controcorrente” del 14/01/2015

Immagina… Una mattina come tante, la sveglia che suona e un diciassettenne che si fionda giù dal letto perché “deve andare al lavoro”. In realtà non è un vero e proprio lavoro, è uno stage, di quelli che fanno gli studenti di terza superiore dell’Alberghiero “saltando” un mese di scuola sui banchi. Sono tutti entusiasti quei ragazzi, e anche Francesco lo è, come i suoi amici e compagni. Immagina…Bene, il nostro ragazzo si alza, si fa con cura la barba, si lava, fa un’abbondante colazione (durante il servizio non si mangia!), si veste ed esce, va a prendere il pullman per arrivare puntuale all’hamburgheria.

In genere è puntualissimo e attende con i colleghi, tutti giovani e gioviali, l’apertura del locale. Si entra, ci si mette in “divisa” e si parte! Francesco segue le indicazioni date e sistema le sedie, i tovaglioli, i menù, aiuta nell’allestimento del locale affinchè sia pronto per l’apertura al pubblico a mezzogiorno, quando partiranno le ordinazioni di hamburgher, patatine, polpettine, dolcetti e caffè, pusacaffè e così via… A quel punto, Francesco ritira i cicalini, allunga i vassoi ai clienti, augura loro un entusiastico “Buon Appetito!” e si posiziona nella zona caffetteria dove si dedica a caffè e cappuccini.

Immagina…Al termine del servizio si risistema “in borghese”, viene salutato e saluta calorosamente i colleghi e si avvia a ritornare prendendo il pullman; qualche fermata e poi a casa, a pranzare. Lo stage sta finendo, Francesco lo sa e sente un po’ di nostalgia al pensiero di lasciare lavoro e colleghi che tanto gli hanno insegnato sulla ristorazione, sulla sala-bar, sul rapporto con i clienti e sullo stare insieme; presto ritroverà i compagni di classe e poi… tra qualche giorno andrà alla festa aziendale insieme ai suoi “colleghi di lavoro”(!).

Francesco ha svolto lo stage con passione, entusiasmo, qualche difficoltà e tante soddisfazioni, come tanti ragazzi della sua età… Ah già, volevamo dirvi che Francesco è un ragazzo con la sindrome di Down. Immagina… puoi! diceva una pubblicità. E Francesco può immaginare e vivere le cose e i rapporti con le persone nel mondo, da grande, come tutti.

Grazie ai proprietari del “M**Bun” di Rivoli e a tutti i “colleghi” di Francesco per la disponibilità, l’accoglienza, i sorrisi (e gli abbracci). Grazie a Silvia G, Silvia C., Francesco e Cristina dell’AIR Down per aver trovato il luogo dello stage e per la fiducia riposta in Francesco. Grazie al Preside e ai docenti dell’“IIS N.Bobbio” di Carignano, in particolare i professori Alligri e
Chiaberge, per la loro presenza. Grazie agli educatori del Cisa di Rivoli per il loro sostegno.

A volte i ringraziamenti sembrano un atto dovuto; credete, non è così per noi: abbiamo proprio il bisogno di ringraziare tutte le persone che hanno costruito insieme questa esperienza di vita vera per Francesco e per noi suoi genitori, perché fa intuire un futuro “possibile” e dignitoso.

Ancora GRAZIE!

Cristina e Alberto

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